Il territorio


Sant'Antonio di Ranverso 

 

Il complesso monastico di Sant’Antonio di Ranverso, tra Rivoli e Avigliana, è un esempio del gotico Piemontese.
Il complesso architettonico è ancora oggi perfettamente riconoscibile nella sua struttura originaria, comprendente oltre alla chiesa, il monastero, presso il quale i monaci Antoniani fornivano assistenza ai malati del cosiddetto fuoco di Sant’Antonio.

La chiesa, dalla pianta disomogenea, a seguito dei continui interventi di trasformazione, viene dotata di un imponente ciclo di affreschi nel corso del XV secolo. 



 

Torre della Bicocca



La torre della Bicocca era collegata ad un sistema di fortificazioni e di punti d’osservazione presenti in Val di Susa durante il Medioevo, costituivano nel loro insieme un vero e proprio sistema di comunicazione, utilizzato per la trasmissione visiva di segnali da una zona all’altra della bassa valle.

L’origine della torre è certamente antica, ma il primo documento che ne parla risale al 1619: si tratta di un’attestazione della presa di possesso del feudo di Buttigliera da parte della famiglia Carron.

Successivamente la torre viene citata in un’ordinanza del 1799 emessa dal comandante delle truppe francesi attestate presso la Bicocca durante la campagna d’Italia di Napoleone.






  

 

Sacra di San Michele


Da principio è probabile che i Romani abbiano fatto del monte Pirchiriano un luogo di culto per venerare le divinità alpine. Successivamente fu costruita, sulla sommità del monte, una piccola cappella (IV secolo d.C.), ma fu solo nel periodo longobardo (569) che l'antico oratorio venne dedicato definitivamente a S. Michele, arcangelo guerriero, patrono di quelle genti bellicose.
Nell'888 l'espansione araba raggiunse le Alpi Occidentali, arrivando anche in Val di Susa e stanziando un presidio avanzato proprio sul Monte Pirchiriano. Fu un periodo sanguinoso ed oscuro e sembrò che solo le strutture ecclesiastiche fossero in grado di porre un argine al caos . E' in questo contesto storico che iniziarono a nascere ed a consolidarsi quei monasteri e quelle abbazie che tanto peso ebbero nella vita medievale.In questo contesto storico di rinnovato vigore cristiano, vicino alla fine del primo Millennio, si collocano le origini della Sacra di S. Michele.

 Leggenda

“Poi scoppiò una guerra nel cielo: da una parte Michele e i suoi angeli, dall'altra il drago e i suoi angeli. Ma questi furono sconfitti, e non ci fu più posto per loro nel cielo, e il drago fu scaraventato fuori. Il grande drago, cioè il serpente antico, che si chiamava diavolo e satana, ed è il seduttore del mondo, fu gettato sulla terra, ed anche i suoi angeli furono gettati giù”. (Apocalisse 12:8-9).

 


 


 

Comune di Avigliana

 

  

In epoca romana la sua posizione sulle vie delle Gallie la favorì nei commerci e questa vocazione commerciale continuò con fasi alterne nei secoli con contributi dati dall'agricoltura e dalla pesca nelle acque dei laghi. 


Curiosità

Per un secolo ha segnato la vita di Avigliana, ed ora è diventato un museo "Il dinamitificio Nobel".
E' stato il primo impianto realizzato in Italia per la fabbricazione della dinamite, trasformato nel dopoguerra in una fabbrica di vernici. Recentemente aperto al pubblico si può visitare tramite visite guidate.